Negli studi clinici si misura spesso la differenza tra due gruppi con hazard ratio, differenze di proporzioni, medie. Ma cosa succede quando l’esito non è un numero singolo, ma una gerarchia di eventi, prima l’evento morte, poi l’ospedalizzazione, poi un peggioramento funzionale?
Il win ratio nasce per rispondere a questa domanda. L’idea è semplice: si confrontano tutti i pazienti del gruppo trattato con tutti quelli del gruppo di controllo, a coppie. Per ogni coppia si stabilisce chi “vince”, ossia chi ha avuto l’esito migliore secondo una gerarchia prestabilita. Il win ratio è il rapporto tra le coppie in cui vince il trattato e quelle in cui vince il controllo.
Il vantaggio del win ratio è che rispetta le priorità cliniche. La morte conta più dell’ospedalizzazione, che conta più di un peggioramento lieve. Non si sommano eventi incomparabili in un unico numero, ma si ragiona per ordine di importanza.
Il win odds è una variante che include anche i pareggi — i casi in cui i due pazienti hanno lo stesso esito — distribuendoli proporzionalmente tra vittorie e sconfitte. Tende a essere più stabile statisticamente, soprattutto quando i pareggi sono frequenti.
Quando gli esiti hanno una gerarchia, anche la statistica deve rispettarla.
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