Il caso esiste? Introduzione all’incertezza e alla probabilità
Lanci una moneta. Testa o croce. Dici “caso”. Ma cosa intendi davvero?
La probabilità nasce proprio da questa domanda, che sembra banale e non lo è affatto. Esistono due modi di pensarci e portano a interpretazioni molto diverse della statistica.
Il primo è l’approccio frequentista: la probabilità è la frequenza con cui un evento si verifica su un numero molto grande di ripetizioni. La moneta ha probabilità 0.5 di dare testa perché, se la lanci abbastanza volte, testa uscirà circa la metà delle volte. La probabilità è una proprietà del mondo, non della nostra mente.
Il secondo è l’approccio bayesiano: la probabilità è una misura del nostro grado di credenza in un evento, aggiornabile man mano che arrivano nuove informazioni. Non serve ripetere l’esperimento all’infinito. Serve ragionare su ciò che sappiamo e su ciò che osserviamo. (Se ti interessa capire come il caso inganna anche i ragionamenti più intuitivi, leggi anche La fallacia del giocatore.)
Il caso, in entrambe le visioni, non è assenza di causa. È assenza di informazione sufficiente per prevedere con certezza. La moneta segue le leggi della fisica: solo che non le conosciamo abbastanza bene da prevedere ogni lancio.
La probabilità non misura il mondo. Misura quanto lo capiamo.
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