☕ Maths Caffè · Preso in tazzina

La storia del segno uguale: inventato da un medico gallese stanco di scrivere

di Marilù Garo · 28 Giugno 2026 · Pillola da 1 min

Ogni volta che scrivi = stai usando un’invenzione di quasi cinquecento anni fa. E come molte grandi invenzioni, nacque per pigrizia o meglio, per un’esigenza pratica molto concreta.

Robert Recorde era un medico e matematico gallese, nato intorno al 1510. Medico di corte per Edoardo VI e Maria I d’Inghilterra, scrisse alcuni dei primi testi di matematica in lingua inglese. Una scelta controcorrente in un’epoca in cui il latino era la lingua della scienza. Nel 1557 pubblicò The Whetstone of Witte, un trattato di algebra avanzata. Ed è lì che compare per la prima volta il segno =.

La ragione? Recorde lo scrisse esplicitamente: voleva evitare la tediosa ripetizione delle parole “is equalle to”. Scelse due linee parallele di uguale lunghezza perché, disse, nessuna cosa può essere più uguale di due linee identiche affiancate. Una soluzione elegante a un problema pratico.

Il simbolo non si impose immediatamente. Ci volle quasi un secolo prima che venisse adottato universalmente. Ma alla fine vinse.

Recorde non fece in tempo a vederlo affermarsi. Morì nel 1558, un anno dopo la pubblicazione, in prigione — probabilmente per debiti legati a una causa legale persa contro il potente conte di Pembroke.

Il segno più democratico della matematica — quello che mette sullo stesso piano due espressioni qualsiasi — fu inventato da un uomo che morì senza un soldo.

∴
Newsletter

Un numero al mese, senza rumore.

Un editoriale al mese, gli articoli in evidenza. Niente promozioni.

∴
— Marilù Garo, dalla scrivania.